Smartphone trasparente e… altre bizzarrie tecnologiche

Samsung si è ormai fatta una certa reputazione per le sue idee stravaganti.

Dopo che nel 2019 ha popolato i titoli delle più importanti riviste tecnologiche e non con il suo smartphone pieghevole, ora il colosso sembra aver fatto un ulteriore passo in avanti brevettando il primo cellulare trasparente del mondo.

Come uscito direttamente da un film di fantascienza, questo dispositivo rappresenterebbe un’importante evoluzione nella tecnologia degli smartphone, dopo i passati tentativi falliti da parte di LG e Sony.

Alcune domande però sorgono subito spontanee: come funziona? E una batteria trasparente è davvero realizzabile? In questo articolo scopriremo di più su questo telefono e su altri bizzarri dispositivi Android usciti in precedenza.

Lo smartphone trasparente di Samsung

Per rispondere brevemente al quesito sulla batteria: solo lo schermo del dispositivo sarebbe trasparente, grazie a un display OLED. Ogni pixel permetterebbe il passaggio della luce, quindi qualsiasi cosa dietro, ad esempio la mano dell’utilizzatrice, sarebbe visibile. Il display, inoltre, potrebbe essere piatto, oppure flessibile, in modo da poter funzionare in qualsiasi posizione.

Riusciamo già a sentire il chiacchiericcio entusiasta dei lettori di fronte a questa idea, ma è bene quindi ricordare che si tratta solo di questo: un’idea. Samsung ha il brevetto per un prodotto del genere (a questo link è possibile vedere anche il design), ma non ha un concreto progetto di realizzazione, e dispositivi come questo, di solito, non si materializzano mai.

C’è da dire, comunque, che gli smartphone trasparenti segnerebbero una nuova frontiera nel mondo della tecnologia, e potrebbero essere seguiti da tablet e computer portatili dello stesso tipo.

Lo smartphone indistruttibile di Caterpillar

Nel 2016, per tutte le (numerose) persone che hanno l’abitudine di far cadere spesso il proprio cellulare, l’annuncio di un “indistruttibile” Cat S60 dev’essere sembrato una manna dal cielo. D’altronde, la Caterpillar era già famosa per la produzione di device “robusti”.

Il dispositivo aveva una cornice in acciaio inossidabile e fibra di carbonio che lo rendeva resistente a cadute da circa 2 metri di altezza. Possedeva inoltre dei piccoli interruttori dorati che, quando attivati, permettevano di proteggere gli altoparlanti dall’acqua, rendendoli impermeabili fino a 5 metri di profondità.

Il Cat S60, inoltre, era resistente al calore (fino a 55 °C) e al congelamento (fino a -25 °C) ed era corredato di termocamera, per vedere al buio.

Ma tutto questo comportava anche degli svantaggi. Per cominciare, come si può immaginare, questo telefono era piuttosto ingombrante e pesava davvero molto. Inoltre, non offriva prestazioni ottimali: il display, ad esempio, non era l’ideale per i giochi o per i casinò online (utile, comunque, per chi stava cercando di limitare il proprio tempo trascorso al telefono o di risolvere una dipendenza dal gioco d’azzardo…).

Tutto sommato, questo cellulare ha riscosso un moderato successo. Scelto principalmente da chi aveva particolari esigenze di robustezza, ha conquistato anche molte altre categorie di utenti, grazie alle sue caratteristiche uniche. Chissà, forse in futuro Caterpillar potrebbe sorprenderci con una nuova versione, ancora più pompata! 

Lo smartphone tondo di Samsung

Uno smartphone rotondo. Si potrebbe sin da subito obiettare che non ha alcun senso cercare di cambiar forma ad uno smartphone, perché il classico design rettangolare va già benissimo per le nostre mani.

Samsung Galaxy Round non aveva una forma rotonda, ma l’insolito display curvo lo faceva sembrare rotondo al tatto. Secondo l’azienda, tale caratteristica migliorava l’ergonomia del prodotto.

Il design di questo telefono era simile a quello dell’LG G Flex, ma Samsung era andata oltre, realizzando un prodotto con prestazioni migliori. Purtroppo, il Galaxy S4, uscito più o meno nello stesso periodo, ha attirato su di sé tutta l’attenzione dei consumatori, e lo smartphone incurvato è passato abbastanza in sordina. Beh, almeno ci hanno provato.

Il flip phone colorato di Motorola

I colori del FlipOut di Motorola sono stati memorabili (non in senso buono): l’apparecchio è uscito in una varietà di toni sgargianti, come giallo e verde, nel (vano) tentativo di attrarre la clientela più giovane.

Il problema principale, tuttavia, era che gli smartphone del tipo “flip” erano già stati fatti ed erano anche già passati di moda. In più la tastiera con tasti fisici era troppo piccola e la qualità della fotocamera troppo bassa (criticità importante per i teenager).

Detto questo, il telefono era abbastanza economico, in modo che il target di riferimento potesse permetterselo (invece di andare a rubare per l’ultimo iPhone). Ma c’è da dire che, se un prodotto non è abbastanza fico, i teenager, semplicemente non lo comprano.

Lo smartphone a due facce di Yota

L’azienda russa Yota si era inventati lo YotaPhone, che altro non era che uno smartphone e un ebook insieme: smartphone da un lato, e-reader dall’altro. Bastava girare il dispositivo per passare dalla navigazione su internet alla lettura.

Il lato e-reader era realizzato in modo da non gravare sulla durata della batteria e permetteva di vedere l’ora, le chiamate e i messaggi senza attivare l’altro schermo a tecnologia AMOLED.

Lo YotaPhone, però, era molto costoso e questa faccenda delle due facce sembrava più una trovata a effetto che una reale comodità. Perché pagare così tanto quando basterebbe usare una delle tante app per leggere ebook, tutto su un unico schermo?

Il prodotto non ha mai avuto successo, ma questo non vuol dire che in futuro non possa venir fuori un’idea simile, magari più pratica, e venire apprezzata.

Cos’altro possiamo aspettarci?

La tecnologia degli smartphone ha fatto progressi incredibili nell’arco di dieci anni. Eppure, probabilmente abbiamo avuto appena un assaggio di ciò che le aziende produttrici sono capaci di fare, specie con la diffusione che avrà il 5G.

Si parla di smartphone multischermo per permettere agli utilizzatori di svolgere più attività in una volta e persino di smartphone elastici. Insomma, fra altri dieci anni, gli smartphone potrebbero essere completamente diversi dai dispositivi cui siamo abituati.