Senato, l’aula nel caos. Salvini: “Se vuole ridere esca da quest’aula, vada al bar”

Qualche minuto fa Matteo Salvini ha tenuto il suo intervento al Senato in cui ha parlato della cassa integrazione, del MES, della cura al plasma, della regolazione dei migranti e di altre questioni relative all’emergenza Coronavirus.

Mentre Salvini stava parlando però, le sue affermazioni hanno fatto insorgere alcuni esponenti del PD: “Le imprese aspettano lavoro, non sorrisini”. Salvini ha continuato, accorgendosi poi che alcuni senatori ridevano:

“Per noi l’Italia e gli italiani vengono prima di tutti, non ci dobbiamo vergognare per difendere l’interesse nazionale. Qua c’è gente che ride, mentre c’è gente a casa che non ha il pane da mangiare”. Poi rivolgendosi agli esponenti del PD e M5S: “Lei prima di ridere porti rispetto a chi è a casa e non ha una lira. Se ha tanta voglia di ridere esca da quest’aula, vada al bar, si faccia un caffè e vada a ridere fuori di qua per rispetto di chi sta a casa. Cosa c’è da ridere? Ma la pagano per ridere?”

“Non chiedo ai senatori del PD e del M5S di avere rispetto per me ma per i 30mila morti che ci sono stati in Italia e delle persone che stanno a casa che non hanno ancora visto un euro. Signora, vada a villa Borghese e rida quanto vuole. Non mi stupisce che chi ha ironizzato sui morti della mia Lombardia si metta a ridere in quest’aula. Da queste persone non mi aspetto altro”

La presidente Castellati ha cercato di mantenere l’ordine in aula: “Abbiate rispetto reciproco, è questo il principio della democrazia. Ognuno può esprimere le proprie opinioni”, ma le urla continuavano e qualcuno si è anche tolto la mascherina ed è stato poi rimproverato: Stia seduta e si metta la mascherina, la smetta” e poi ancora ad un altro “Stia zitto”. Ecco il video, al minuto 3:30 circa cominciano le urla:

MATTEO SALVINI REPLICA A CONTE (SENATO, 21.05.20)

In diretta dal Senato, la mia replica al governo.Possono attaccarmi finché vogliono ma non mi stancherò mai di dire: #primagliitaliani 🇮🇹

Pubblicato da Matteo Salvini su Giovedì 21 maggio 2020