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Quella volta che Google Photos ha etichettato una coppia di persone di colore come Gorilla

Il servizio Photos offerto da Google permette a tutti gli utenti di salvare in uno spazio cloud i propri contenuti, effettuarne in maniera automatica l’upload e catalogarli. Quest’ultima caratteristica nel Luglio del 2015 ha fatto molto discutere in rete, in quanto un chiaro errore da parte del software di riconoscimento delle immagini ha provocato una gaf razzista.

L’algoritmo intelligente che mira ad identificare la scena e ad inserire un apposito tag ha considerato una coppia di colore come gorilla, scatenando il disappunto dei due. Questi non hanno tardato a condividere uno screenshot su Twitter, raggiungendo rapidamente i maggiori portali di informazione e l’azienda di Mountain View stessa tramite il social network.

Questa si è scusata tramite un portavoce, spiegando come il sistema fosse ancora lontano dalla perfezione e che l’episodio ha causato molto dispiacere. Non era la prima volta che simili programmi venivano messi in crisi, in particolare da persone nere, dando risultati alquanto discutibili.

Per quanto apparentemente incresciosi, ci si rende facilmente conto che il razzismo non c’entra nulla e si tratta solo di un’imperfezione tecnica, di un sistema ancora troppo giovane per essere considerato davvero affidabile. Google ha lavorato molto in questo aspetto del proprio servizio, per evitare ulteriori incidenti “diplomatici” in futuro causati da questa tipologia di bug.


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