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OnePlus ha tradito sé stessa

Come detto in un precedente articolo, a breve OnePlus lancerà i suoi prossimi terminali, OnePlus 7 e 7 Pro. La nuova line-up introdurrà diverse novità per il brand che lo avvicineranno molto per caratteristiche agli altri top di gamma. Il prezzo dunque sale, per ovvi motivi costruttivi, e come detto lo smartphone si arricchisce di alcuni vezzi che elevano certamente l’esperienza ma allo stesso tempo non rispecchiano, personalmente, la filosofia che alla base dell’azienda cinese.

Nato come controparte economica di prodotti ben più costosi, senza sacrificare performance ed esperienza software (con ampio supporto alla community di modders) col passare del tempo ha cercato di conquistare sempre più clienti avvicinandosi concettualmente agli altri produttori più blasonati. Una scelta certamente dettata anche da ragioni aziendali legate ai ricavi, ma che da un punto di vista prettamente personale e fuori dalle logiche di mercato, ha snaturato l’anima di OnePlus.

Sia chiaro: la Oxygen OS rimane un’interfaccia essenziale, funzionale e soprattutto velocissima. La più scattante, probabilmente, tra tutte le UI Android (e anche iOS). Eppure il prezzo sempre più alto, in particolare della versione Pro, preclude l’acquisto dello smartphone agli originali sostenitori. Il nerd, il modder esperto con disponibilità economica limitata ma tanta fantasia e capacità, non è più il target principale.

E’ ovvio, e logico, che in chiave economica questo tipo di cliente non è né numeroso né redditizio, ma ripeto che questo articolo è una riflessione che evade tali meccanismi. Spero che in futuro OnePlus possa prevedere nella propria line-up un prodotto basic più accessibile ma con le medesime caratteristiche software e un hardware performante, andando a sacrificare aspetti non fondamentali per la categoria in questione. Un modello “Essential” che con qualche rinuncia su fotocamera e display possa abbattere sensibilmente il prezzo.

Credo che Xiaomi con l’ultimo flagship Mi9 abbia sfornato davvero un gioiello considerando il prezzo di lancio, aggressivo come poche offerte sul mercato. Con questo smartphone ha soddisfatto pienamente i bisogni e, i limiti economici, degli “smanettoni”. Anche perché OnePlus data la diminuzione del prezzo pari a zero nel tempo, non è poi così più economica dei flagship più noti al pubblico. E francamente da uno scontro diretto con telefoni come il Mate 20 Pro, reperibile a circa duecento euro in più, lo smartphone cinese ne esce decisamente con le ossa rotte, pur considerando il risparmio.

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