Microchip sottocutanei: la prossima rivoluzione tecnologica in Europa

microchip sottocutanei

Dopo gli smartphone, la prossima grande rivoluzione tecnologica saranno dei microchip sottocutanei.

Migliaia di svedesi e tedeschi si sono fatti impiantare microchip futuristici sotto la pelle della mano, così da provare una nuova tecnologia che verrà utilizzata in futuro per svolgere diverse attività quotidiane. La tecnologia è ancora in fase di sviluppo, ma presto si diffonderà in tutta Europa, compreso in Italia.

Tra qualche anno svolgeremo le principali attività quotidiane utilizzando dei microchip sottocutanei

Sono grandi come un chicco di riso e vengono impiantati tramite una siringa sotto la pelle della mano, tra il pollice e l’indice. A produrli è un’Azienda svedese chiamata Biohax, che sta lavorando per diffondere velocemente la tecnologia in tutta Europa.

In Italia, l’Azienda è in attesa dell’approvazione delle autorità sanitarie e del Ministero della Salute per poter impiantare i chip sottocutanei a circa 2.500 soggetti a Milano e Roma.

L’obbiettivo di questi rivoluzionari microchip è quello di agevolare diverse attività quotidiane, come accedere al computer o alla propria postazione di lavoro, aprire la porta di casa, impostare l’allarme oppure effettuare pagamenti contactless, senza dover più utilizzare le banconote di carta.

Una tecnologia che potrebbe cambiare radicalmente le nostre abitudini quotidiane, facendoci dire addio a diversi oggetti che oggi sono praticamente indispensabili, come il portafoglio, le chiavi di casa, le chiavi della macchina ed altro ancora.

I microchip utilizzano le comunicazioni near field (NFC) e l’identificazione a radiofrequenza (RFID) per comunicare con un sistema. Impiegheranno, quindi, la stessa tecnologia già utilizzata nei telefoni o nelle carte di credito attualmente in circolazione. Inoltre, non prevedono l’utilizzo di un sistema GPS.

Non dovrebbero quindi essere pericolosi per la nostra privacy, né causare danni alla nostra salute, anche se è ancora troppo presto per dirlo, trattandosi ancora di una tecnologia in fase di sviluppo.