Lukaku parla del Coronavirus: “In città solo le ambulanze”

La pandemia da Covid-19 sta mettendo a dura prova l’intera popolazione mondiale. Con svariate migliaia di contagi e vittime ogni giorno, il virus sembra non voler rallentare la sua espansione a macchia d’olio.

Durante il corso delle scorse ore l’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku è stato intervistato – ovviamente tramite videochiamata a distanza – dal sito americano Bleacher Report, che gli ha chiesto come stesse vivendo questo tragico momento.

L’intervista di Lukaku sul Coronavirus

Ecco la dichiarazione di Lukaku in merito al Coronavirus: “Non direi che sono spaventato. Però è come vivere in una bolla, cerchi di capire cosa stia succedendo e allo stesso tempo sai di essere nel Paese maggiormente colpito in Europa“.

Insomma, l’attaccante dell’Inter non sembra essere particolarmente preoccupato ma purtroppo, come tutti noi d’altronde, sta affrontando un periodo difficile, senza sapere cosa stia succedendo per davvero.

Romelu Lukaku prosegue: “È difficile perché ti manca lo sport che ami ma la salute generale è molto più importante del calcio adesso. Allenamenti? Per me, prima di ricominciare, la salute pubblica dovrebbe essere al sicuro. Se dobbiamo giocare in una situazione in cui la salute generale non è sicura, perché dovremmo giocare? C’è ancora il rischio che dei giocatori possano ammalarsi“.

Ovviamente il pensiero è sempre rivolto alla famiglia che risiede in Belgio: “La famiglia in Belgio? Abbiamo una grande chimica di gruppo. Abbiamo una chat WhatsApp con la quale ci parliamo ogni giorno“.

Romelu Lukaku sembra quindi avere tutto sotto controllo, ma prima di terminare l’intervista al Bleacher Report svela: “In alcune città senti solo le sirene delle ambulanze che vanno avanti e indietro. Io sapevo già che era solo questione di tempo prima che qualche giocatore contraesse la malattia. Sfortunatamente è successo, adesso la lista si sta sempre più allungando“.