La giornalista Giovanna Botteri criticata per il look in TV, la sua risposta zittisce tutti

La giornalista Giovanna Botteri (foto Ordine dei Giornalisti)
La giornalista Giovanna Botteri (foto Ordine dei Giornalisti)

Nelle ultime ore si è alzato un polverone riguardo la giornalista Giovanna Botteri, inviata della Rai, che fin dall’inizio dell’epidemia in Cina del Coronavirus ha raccontato con grande maestria l’esperienza nel Paese e in particolare a Pechino, dove attualmente abita.

La giornalista è stata criticata da Striscia La Notizia per indossare sempre la stessa maglietta e apparire senza trucco in TV. Michelle Hunziker è stata perciò accusata di body shaming e nelle ultime ore si difende sui social dicendo che non era un attacco ma lo stile del programma di Antonio Ricci.

Giovanna Botteri risponde alle accuse

Ma la risposta di Giovanna Botteri è stata capace di mettere a tacere le critiche. Le sue parole pacate e profonde, nonostante le accuse di questi giorni, sono andate dritte al punto:

“Ho 40 maglie tutte uguali, blu o nere, con lo scollo a V. Lavoro come una dannata tutto il giorno, corro, non ho tempo di pensare all’abito. Tranquilli perché le cambio ogni giorno e le lavo. I capelli? Si capisce che non sono freschi di messa in piega, ma mi pare di essere una donna normale. Faccio giornalismo, non spettacolo. Sono quasi un’asociale, per niente mondana e queste “attenzioni” mi imbarazzano. Quando mi dicono che passo su “Striscia la notizia” non ci dormo la notte. Sono io che devo raccontare, non diventare l’oggetto del racconto.

Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno. O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi… Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, c*li, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad gioattacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne”.

Le esperienze di Giovanna Botteri

Ricordiamo che la giornalista ha una carriera che non si può neanche paragonare a quella di tante altre dello stesso mestiere: le sue competenze e la sua professionalità l’hanno portata ad avere titoli importantissimi.

Pensiamo soltanto che con tanto coraggio ha raccontato in diretta il crollo dell’Urss, la guerra in Bosnia e l’assedio a Sarajevo, la guerra d’indipendenza in Croazia e quella in Kosovo, il rovesciamento del regime talebano in Afghanistan, prima e seconda guerra del Golfo in Iraq, bombardamenti su Baghdad e il Covid-19 dalla Cina. Insomma, i capelli scompigliati non tinti della donna o le magliette tutte dello stesso stile sono cose davvero futili paragonate alla ricca e dignitosa carriera della Botteri.