Curiosità

Google Home Mini e gli altri smart speakers intaccheranno la nostra privacy?

Google Home Mini, lo speaker compatto presentato il 4 ottobre, è appena approdato sul mercato ma ha già destato le prime perplessità, non tanto in relazione alle sue features, ma a causa di un malfunzionamento. Android Police infatti riporta come un Google Home Mini in concessione ad un suo reviewer abbia registrato le sue conversazioni, senza bisogno di una keyword di attivazione, né mostrando i 4 leds di notifica accesi come avrebbe dovuto.

Inquietante, sì, ma allo stesso tempo episodio utile per la riflessione sul dove ci stia portando questo tipo di tecnologia che oggi più che mai pervade ogni aspetto della vita quotidiana. Google non si è tirato indietro di fronte a questo “incidente”, confermando come effettivamente si sia trattato di un semplice malfunzionamento, che ha riguardato esclusivamente alcune unità pre-release e che non si proporrà invece in quelle dedicate al pubblico.

La possibilità che il problema si ripresenti viene esclusa da BigG anche grazie allo sviluppo di una patch studiata appositamente per risolvere questa eventualità, unica soluzione per devices che sono costantemente connessi ad internet per rispondere alle necessità del padrone di casa. Nulla di paragonabile ad un altro Made by Google, Clips, la fotocamera pensata per documentare ogni momento di quotidianità ma mantenuta offline ed accessibile soltanto da smartphone.

Insomma, un piccolo malfunzionamento che però ha generato un interessante e complesso quesito sulla legittima privacy individuale. Davvero la possibilità di gestire sveglie, musica ed elettrodomestici, vale la pena di mettere a repentaglio la propria privacy esponendosi ai rischi dei quali questo tipo di devices potrebbero farsi latori? Di certo la risposta non sarà la stessa per ognuno di noi.

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