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I Google Glass, oramai morti e sepolti, potrebbero tornare in vita

Il Mobile World Congress conclusosi poche ore fa è stata un’edizione relativamente anomala. Tra gli eventi di presentazione dei nuovi smartphone top di gamma mancavano infatti colossi del calibro di LG e Huawei che, nonostante tutto, hanno comunque portato alcune novità in ambito mobile. La prima ha svelato LG V30 SThinQ, il quale si differenzia dalla versione dello scorso anno solo per l’introduzione di una tecnologia di intelligenza artificiale, chiamata per l’appunto ThinQ, in grado di riconoscere gli oggetti ripresi dalla fotocamera posteriore, mentre la seconda ha presentato Mediapad M5 e M5 Pro, i primi tablet ad impiegare un display con una stondatura 2.5D.

Non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda la realtà aumentata. Infatti ogni padiglione della fiera catalana era caratterizzato dalla presenza di uno o più stand relativi a questa tecnologia. Tra questi è d’obbligo menzionare Samsung e il suo Gear VR che ci hanno permesso di compiere delle incredibili evoluzioni a bordo di un aereo, e HTC che con l’impiego di Vibe ci ha proiettato in un mondo pieno di zombie, il cui unico obiettivo era quello di mettere fine alla nostra vita.

Proprio la realtà aumentata sembra essere in procinto di tornare in auge. Rick Osterloh, capo della divisione hardware di Google, ha rivelato al The Telegraph che la società di Mountain View è tuttora interessata a questa tecnologia ma, prima di portare sul mercato un prodotto di questo tipo, sarà necessario attendere qualche anno. Ovviamente senza fare troppi giri di parole è facile intuire come il dipendente del colosso americano stesse parlando dei Google Glass, gli occhiali tecnologici che vennero presentati nell’ormai lontano 2013 e che purtroppo non vennero mai commercializzati.

A questo scopo potrebbe tornare utile ARCore, il progetto che ha sostituito il più conosciuto Project Tango e che può essere utilizzato dagli sviluppatori per integrare funzionalità di realtà aumentata nelle applicazioni per dispositivi Android. Oramai è chiaro, i produttori vedono nel futuro un largo impiego di questa tecnologia, e di conseguenza si stanno muovendo per cercare di accaparrarsi la propria fetta di mercato. Google ha già fallito una volta. Questa sarà quella buona?


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