Filtro automatico anti-porno: la proposta della Lega

filtro anti-porno

La lega ha introdotto un emendamento al decreto Giustizia che prevede l’introduzione di un filtro automatico contro il porno su internet.

In tal modo, il porno in Italia verrà bloccato in automatico al fine di tutelare i minori.

Filtro anti-porno: la norma introdotta dalla Lega che fa discutere

Lo scorso 29 giugno il D.L. 28/2020 (meglio noto come decreto Giustizia) è stato al vaglio del parlamento per essere convertito in legge. Durante il processo di conversione, però, è stato inserito un emendamento da parte della Lega che vede, con l’art. 7 bis, l’introduzione di un filtro che blocca in automatico i contenuti pornografici su internet.

L’intenzione è quella di attivare automaticamente un “parental control” ogni qualvolta venga attivato un nuovo contratto telefonico per la rete fissa o mobile.

In questo modo, i contenuti pornografici verranno bloccati di default e potranno essere sbloccati solo dal titolare del contratto, tramite una richiesta espressa presso il proprio operatore di rete.

Lo scopo è quello di evitare l’accesso dei minori ai vari siti porno presenti su internet. In passato già altri Paesi avevano tentato di introdurre blocchi simili, per poi rinunciarvi per problemi di privacy e di libertà individuale.

Ciò che preoccupa è proprio la violazione della privacy e della libertà individuale. Inoltre, tale legge non risulta compatibile con le norme comunitarie. Antonio Nicita – commissario dell’AGCOM – ha espresso al riguardo il seguente parere: “La norma nell’attuale formulazione si presta a un rischio di disapplicazione e per tale ragione ho invitato il Consiglio Agcom ad approfondire la tematica“.

Cliccando qui potrai consultare il testo coordinato del Decreto Legge, con gli emendamenti introdotti, tra cui proprio l’art. 7 bis.