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FaceApp: dati sensibili a rischio per chi usa l’App?

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In questi giorni sta spopolando sui Social Network l’app FaceApp, il tool che, attraverso dei filtri, è in grado di modificare le foto, rendendoci più anziani oppure cambiando il nostro sesso.

Nonostante il risultato sia molto divertente, leggendo l’informativa sulla privacy dell’app emergono alcuni particolari che potrebbero cambiare radicalmente la nostra concezione su questa simpatica applicazione.

FaceApp mette a rischio la nostra privacy?

Senza voler creare allarmismi inutili, né tanto meno voler “infangare” il duro lavoro degli sviluppatori che hanno lavorato a quest’app, noi di PhoneToday in questo articolo ci limiteremo a riportare ed esaminare le condizioni generali che si accettano al momento in cui iniziamo ad utilizzare FaceApp sul nostro smartphone, da cui emergono alcune perplessità riguardo la privacy.

Nell’informativa, infatti, si legge:

“Utilizzando l’app concedi a FaceApp una licenza perpetua, irrevocabile e non esclusiva per utilizzare, riprodurre, modificare, adattare, pubblicare, tradurre, creare opere derivate da, distribuire, eseguire pubblicamente e mostrare, sul contenuto dell’utente e qualsiasi immagine fornita in relazione al contenuto dell’utente in tutti i formati e canali multimediali ora conosciuti o successivamente sviluppati, senza alcun compenso. (…)

i dati potranno essere archiviati e lavorati negli Stati Uniti o in qualsiasi altro paese in cui Faceapp, i suoi affiliati o i fornitori del servizio possiedono le infrastrutture”

In parole povere, le foto che scegliamo di modificare vengono caricate sui server della Società che ha sviluppato l’app (la Wireless Lab) e, così facendo, diventano di proprietà esclusiva dell’azienda. Ciò comporta la perdita di qualsiasi diritto sulla foto selezionata.

Su questi server le foto restano archiviate per un tempo indefinito, potenzialmente per sempre, nell’informativa non viene specificato alcun termine.

Come se non bastasse, sempre dalla lettura delle condizioni generali dell’App, si evince chiaramente che i dati potrebbero essere archiviati e lavorati in diverse aziende affiliate dal gruppo della Wireless Lab, sparse in tutto il mondo.

Ovviamente, tutto quanto sopra non rispetta minimamente il GDPR europeo, in quanto l’utente non viene informato dettagliatamente di nulla prima di utilizzare l’applicazione.

Per il momento, non vi sono comunicazioni ufficiali da parte del CEO dell’Azienda al fine di fare luce sui dubbi sulla privacy sopra elencati.