Curiosità

Sei dipendente da smartphone? Nomofobia e adolescenti, numeri in crescita

Quante volte sei andato in paranoia per la batteria scarica o per aver dimenticato il cellulare a casa? La buona notizia è che non sei solo (anzi!), la cattiva notizia è che potresti essere uno dei milioni di smartphone-dipendenti del pianeta!

Nomofobia, scopriamo di cosa si tratta

La dipendenza da smartphone, o nomofobia, è un disturbo caratterizzato dal terrore di non poter utilizzare il cellulare. Poco importa se sia un problema di rete, di batteria in riserva o altro, senza smartphone si è preda di ansia e nervosismo.

Da molto tempo si evidenzia il rapporto serrato – a tratti morboso – tra utente e smartphone, onnipresente in tutti gli ambiti della vita quotidiana ma, secondo diversi studi, la dipendenza da smartphone oggi è un problema reale, in continua crescita, con sintomi ben precisi.

La nomofobia, secondo una ricerca condotta da Yougov, è in crescita soprattutto nella fascia di età 18 – 29 anni, con percentuali che aumentano di anno in anno e disturbi sempre più evidenti. Sempre secondo Yougov, il disturbo trova terreno fertile soprattutto tra i più giovani, afflitti da mancanza di autostima e da “isolamento sociale”, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.

Come si manifesta la dipendenza da smartphone?

E’ un disturbo che, in piccolo, abbiamo sperimentato tutti (avete già dimenticato il down di Whatsapp dell’estate appena trascorsa?). Si tratta di una dipendenza psicologica, che si manifesta con preoccupazione e comportamenti stereotipati (aprire ripetutamente i social, controllare le notifiche o lo stato della batteria…).

Purtroppo, non mancano le condizioni estreme, caratterizzate da tachicardia e tremori quando il telefono viene a mancare. Nei casi più gravi è necessario ricorrere a sedute di psicoterapia mirate, per tutti gli altri bastano alcuni piccoli accorgimenti: il vecchio consiglio di uscire per sedersi al tavolo di un bar con gli amici è sempre valido!

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