Coronavirus, Renzi: “Non possiamo stare a casa ad aspettare chi ci dà la paghetta”

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha voluto dire la propria ancora una volta sulla questione della riapertura delle aziende e delle scuole. Qui di seguito riportiamo le sue parole dell’intervista con Fanpage.it:

“Dobbiamo iniziare a pensare a riaprire con gradualità e con la sicurezza di chi va a lavorare. Non possiamo stare due anni chiusi in casa per il COVID. Bisogna rendere sicuri i posti che devono rimanere aperti. Non ci si deve far trovare impreparati come abbiamo fatto con l’emergenza sanitaria. Dobbiamo evitare di fare gli stessi errori nella parte economica. Noi abbiamo chiuso tutto, più degli altri Paesi. Ad esempio chiudere le acciaierie è stato giusto o no? Pensiamo a come rimettere in piedi gli alberghi, le scuole, le buche sulla strada.

Va bene aiutare le parrocchie, dare una mano a chi non ce la fa, a chi deve far la spesa, ai sindaci ma non possiamo stare chiusi a casa ad aspettare chi ci passi la paghetta.

Stiamo perdendo 10 miliardi a settimana. Chi può riaprire l’azienda deve farlo. Bisogna soltanto assicurarsi che rispetti le norme: il metro di distanza, la mascherina. Anche con un turno in più perché devi tener chiuso? Se magari i tuoi colleghi tedeschi aprono ti rubano clienti in tutto il mondo. Riapriamo ciò che si può riaprire.”

Renzi ha parlato inoltre delle nuove misure del decreto di aprile, in cui si potrebbe avere il reddito di liquidità. L’intervista completa potete trovarla a questo link.