Coronavirus, infettivologo Galli: “4 maggio data di speranza. Siamo lontani dall’esser pronti”

L’esperto Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano è stato ospite ieri sera a Live – Non è la D’Urso e ha spiegato alle telecamere le difficoltà e le perplessità di una riapertura imminente fissata per il 4 maggio.

L’infettivologo Galli ha evidenziato che bisogna programmare in modo specifico quali attività riaprire, quali fasce d’età potranno uscire e con quali strumenti diagnostici verrà supportato tutto ciò, altrimenti il 4 maggio potrà essere solo “una data di speranza” e si potrebbe dar vita a nuovi focolai.

Le parole di Massimo Galli

L’esperto ha spiegato alla D’Urso e a tutti i telespettatori in ascolto la situazione della riapertura, dicendo:

“Dire se siamo pronti o no oggi è un vero azzardo. E’ abbastanza evidente che siamo abbastanza lontani dall’essere pronti. Oltretutto il Paese non è tutto uguale da questo punto di vista. Essere pronti vuol dire cercare di riaprire in una situazione sicura per evitare la ripresa di focolai di infezione. Credo che il Paese abbia bisogno di ripresa, non abbiamo idea di quando si potrà assopire l’ultima infezione, ma è molto evidente che bisogna sperimentare soluzioni fin da subito e programmare la riapertura in termini di scelte: quali categorie sociali, con che tipo di attività, con che modalità e con quali strumenti diagnostici questo può essere fatto sognerà capire quali saranno le categoria che potranno ripartire prima, altrimenti il 4 maggio sarà un’altra data di speranza senza nessuna certezza”