Curiosità

L’AD Cattaneo abbandona TIM con una buonuscita di 25 milioni di euro

Il lavoro porta lavoro. Seppur può sembrare una frase scontata, questa è coerente con l’argomento di cui vi stiamo per parlare. Studiare, lavorare, tutto se fatto bene porta ad un futuro roseo rendendo se stessi appetibili verso terzi interessati ai propri servizi. Una prova di questa tesi è Flavio Cattaneo che, chiamato da TIM per riequilibrare le sorti dell’azienda, ha da pochi giorni chiesto le sue dimissioni.

Chi è Flavio Cattaneo?

Flavio Cattaneo è un imprenditore milanese classe 1963, laureato in architettura al politecnico di Milano e specializzato in finanza e direzione aziendale nel settore immobiliare presso la SDA Bocconi School of Management.

La sua prima carica veramente importante fu quella in Rai nel 2003 dove ricoprì il ruolo di Direttore Generale. In questa occasione si occupò di curare la fusione con Holding e rimettere in ordine i conti dell’ente televisivo statale. Questa sua azione permise all’azienda di raggiungere il più alto utile netto della sua esistenza.

Fra il 2005 ed il 2014 lavorò come amministratore delegato per Terna S.p.a, azienda proprietaria della rete di trasmissione elettrica italiana. Durante il suo periodo d’attività, il valore in borsa dell’azienda raddoppiò garantendo un ritorno totale per gli azionisti superiore al 300%.

Tralasciando alcuni importanti incarichi che lo hanno visto protagonista dal 2014 ad oggi, nell’Aprile 2016 diventa amministratore delegato di Telecom Italia (poi TIM). In questi sedici mesi di attività, l’imprenditore ha aiutato molto l’operatore telefonico italiano permettendogli di chiudere il 2016 con un utile netto pari a 1.8 milioni di euro, dopo la perdita di 70 milioni dell’anno precedente, anche grazie ad una collaborazione con la società francese Vivandi, attiva nel settore delle comunicazioni.

Addio e buonuscita

Non tutto dura per sempre. Negli ultimi mesi, Cattaneo ha avuto diversi diverbi sia con Vivandi che con il governo italiano in relazione ai bandi Infratel sull’ultrafibra. L’operatore francese, in tutto ciò, ha cercato di tenersi sempre alla larga dalla questione per non finir vittima dell’antitrust, azione che non è piaciuta all’AD di TIM.

Proprio per questo motivo, e non solo, in data 21 luglio 2017 Cattaneo chiede le sue dimissioni. Allegate ad esse, gli viene assegnato un buonuscita, stabilito nel contratto, di quasi 25 milioni di euro. Ecco le dichiarazioni della società:

L’accordo prevede l’erogazione al dott. Cattaneo, alla cessazione del rapporto, dell’ammontare lordo di 22.9 milioni di euro a titolo di transazione riferiti ai compensi dovuti al Dott. Cattaneo sulla base del suo contratto con la Società, considerati in particolare il cosiddetto Special Award e l’Mbo, in relazione all’attività già resa come amministratore e al valore che risulta creato sulla base dei dati oggi disponibili.

L’erogazione al Dott. Cattaneo dell’importo lordo di 2.1 milioni di euro a titolo di corrispettivo di un patto di non concorrenza, di non sollecitazione e non storno della durata di un anno nei confronti dei principali concorrenti di Tim in Italia e in Brasile, soggetto a claw-back in caso di violazione di tali obblighi (nonché il trasferimento di alcuni strumenti aziendali).

Giusto o sbagliato?

Un importo così alto ripartito fra tutti gli operai dell’azienda avrebbe assicurato stipendi più alti e maggiore occupazione; su questo non c’è dubbio. Una quota di 25 milioni di euro può essere utilizzata per fare grandi cose e sotto la vista della morale darli tutti ad una persona è una cosa sbagliata. Per fortuna il mondo non è solo in bianco e nero.

Cattaneo nei sedici mesi di attività è riuscito a soddisfare tutti gli obiettivi prefissati nel contratto dall’azienda, l’ha fatta crescere ed ha costruito quel ponte che le permetterà di raggiungere sempre più traguardi. Rispettando tutti i punti, è riuscito a meritarsi il “premio” prefissato all’inizio della collaborazione. Il lavoro è lavoro. Voi, invece, cosa ne pensate?

Fai click per commentare
Vai su