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Assuefazione da iPhone tra i bambini: si muovono gli azionisti

iphone 7

Pressing su Apple da parte di un bel gruppo di azionisti che vogliono elevare il livello di guardia sull’assuefazione da iPhone tra i bambini. Sempre più minori abusano di smartphone e tablet, ragion per cui il fondo attivista Jana e quello dei pensionati californiani hanno deciso di intraprendere un’iniziativa concreta scrivendo alla società con sede a Cupertino. Insieme, le due associazioni Jana Partners e Calstrs – il fondo pensioni degli insegnanti della California – hanno messo sul tavolo 2 miliardi di dollari di azioni, in modo da far pesare maggiormente il loro parere. Nella missiva chiedono ad Apple di introdurre maggiore tutele nei confronti di quei bambini a rischio assuefazione da smartphone o peggio disturbi mentali. Un po’ le stesse conseguenze in cui possono incappare coloro i quali abusano dei casino migliori quando giocano su Internet.

I due investitori evidenziano nella lettera quelli che sono a loro dire i punti più critici relativi agli effetti collaterali negativi indesiderati derivanti dall’utilizzo dei dispositivi della Mela da parte di bimbi e adolescenti. A tale scopo, si chiede ad Apple di predisporre degli studi che consentano di giungere a conclusioni scientifiche relativamente ai contenuti da sottoporre ai minori davanti ai propri smartphone e al tempo limite in cui lo stesso possa essere utilizzato senza conseguenze. La lettera è stata inviata a Cupertino il 6 gennaio scorso, il giorno dell’Epifania:

“C’è la chiara esigenza da parte di Apple di offrire ai genitori più opzioni e strumenti per aiutarli a capire se i giovani consumatori stiano usando i dispositivi nel modo ottimale. Affrontare questo tema – prosegue la lettera riportata  dal Wall Street Journal – consentirà di rafforzare il valore a lungo termine degli azionisti”. Allo studio, secondo gli azionisti, ci dovrebbero essere dei sistemi che consentano ai genitori di monitorare e limitare l’accesso dei propri figli a smartphone e contenuti. Un tema del resto di cui si dibatte da tempo, poiché la diffusione capillare di dispositivi mobili ha portato con sé problematiche che non possono essere trascurate.

Minori, smartphone e social network: si muove Facebook

Non è un caso, infatti, se anche Facebook ha deciso di affrontare la questione in maniera seria la questione lanciando inizialmente negli Stati Uniti la versione Messenger Kids, ossia l’app di messaggistica pensata per i più piccoli e tramite la quale lo scambio dei messaggi avviene sotto la supervisione di un genitore o un tutore. Un modo “gentile” e onesto da parte del social network di Mark Zuckerberg per sfruttare l’utilizzo dei propri servizi da parte di una fascia di utenza compresa tra 6 e 12 anni. Per ora, Messenger Kids è installata solo in versione di prova sui dispositivi di alcuni gruppi di utenti iOS e consente di inviare messaggi o avviare video conversazioni, ma presto dovrebbe essere distribuita in maniera massiva, allargandosi anche alle piattaforme Google e Amazon.

Tra i recenti allarmi lanciati un po’ da diverse parti del mondo, vi è la diffusione tramite YouTube e social network di video cloni di cartoni animati, ma in versione violenta. Contenuti che spesso finiscono sotto gli occhi di bambini e adolescenti, non ancora pronti a discernere quali filmati possano guardare e quali invece debbano essere assolutamente evitati.

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