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Apple permette al governo cinese di accedere ai dati degli utenti

L’azienda di Cupertino ha provato a resistere finché ha potuto, ma alla fine si è dovuta arrendere alle leggi imposte dal governo cinese. Queste infatti prevedono che tutti i servizi di cloud che contengono i dati dei propri cittadini debbano essere direttamente accessibili da parte della Repubblica Popolare. Apple ha inviato pochi giorni fa un avviso notificando il cambiamento avvenuto.

La società californiana per chiare esigenze di vendita si è dovuta adattare agli standard legislativi locali. Ciò ovviamente costituisce una grave minaccia per i dissidenti politici che si oppongono alle idee del Partito Comunista. Attivisti esteri li hanno già avvertiti riguardo questo pericolo e li hanno invitati a non caricare nessun proprio dato sulla piattaforma iCloud, per evitare di essere scoperti e rintracciati.

I dati verranno trasferiti grazie alla società Big Cloud Data Industry, molto vicina al governo cinese. Apple ha ribadito come manterrà il controllo delle chiavi crittografiche e cederà solo informazioni di singoli utenti per evenienze legali. Tuttavia ricordando cosa è accaduto con Yahoo, che concedendo tali informazioni ha indirettamente condannato a morte due oppositori della Repubblica Popolare Cinese, le previsioni per la libertà di espressione non sono delle più rosee.

Comprendiamo da una parte l’impotenza della società californiana nel cambiare l’attuale situazione legislativa del Paese orientale, tuttavia non si può non esser tristi nel constatare una sconfitta nell’ambito della protezione della privacy a favore di regimi totalitari. La tecnologia ci assorbe e noi ci lasciamo assorbire dalla tecnologia. Se tutto ciò è nelle mani di un ristretto gruppo che strumentalizza questi mezzi per i propri fini,  il pericolo è enorme.

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