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Amazon lo minaccia di morte, ottiene un risarcimento

Una delle multinazionali più famose al mondo si è trovata al centro di uno spiacevole accadimento, che si è fortunatamente concluso in maniera positiva. Un commissario inglese di nome Jacobson aveva contattato un call-center con sede in India per lamentare il ritardo della spedizione che avrebbe dovuto ricevere. L’impiegato di Amazon da quel momento in poi ha minacciato l’uomo in maniera particolarmente “velata” e di cattivo gusto.

Ha infatti inviato delle email con suggerimenti commerciali a dir poco inquietanti. Si trattava di libri il cui argomento comune era la morte e l’istigazione al suicidio. Titoli come “Death2” o “Suicide’s an option” non potevano essere casuali e Jacobson si è reso ben presto conto della vicenda. Da prima scherzoso, ha rivelato ai microfoni della BBC Radio Four di essersi sentito davvero minacciato. Psicologicamente, ricevere questo tipo di posta elettronica non deve essere piacevole.

Dopo aver visionato queste indicazioni promozionali chiaramente non generate dagli algoritmi del colosso e-commerce, Amazon ha reagito licenziando l’operatore autore della bravata e ha risarcito con un buono di 50 sterline, modesto ma simbolico, la vittima. L’azienda ha così messo in chiaro che tali episodi non devono accadere, e visto il tema molto delicato, non possiamo che approvare la scelta. Del resto l’assistenza e la professionalità della società sono fondamentali nel rapporto con il consumatore, ed è giusto punire questi eventi, anche se sporadici.

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