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45 anni fa la prima chiamata della storia

Sono passati ben 45 anni, e per la precisione due giorni, dalla prima chiamata effettuata da un dispositivo cellulare senza fili. E’ semplicemente incredibile come in un lasso di tempo relativamente breve la tecnologia si sia evoluta in maniera così rapida. Il dispositivo DynaTac, prodotto da Motorola, che a New York permise all’ingegnere statunitense Martin Cooper di compiere questo passo, aveva caratteristiche ben diverse dagli smartphone attuali.

Grande quanto una scatola, pesante oltre 1 chilo, privo di display e dotato di soli 35 minuti di autonomia. E la ricarica veloce a cui siamo abituati oggi al tempo si traduceva in circa 10 ore di attesa. 17 anni dopo, con l’inizio del processo di assegnazione delle frequenze, il DynaTac 8000X raggiunse il grande pubblico ad un prezzo non proprio economico.

Se ad oggi iPhone X al costo di circa 1100 euro sembra un lusso per pochi, l’allora gioiello di tecnologia richiedeva una spesa di quasi 4000 dollari. Tenendo conto del cambio del valore della moneta, la stessa spesa oggi corrisponderebbe ad un esborso di oltre 9000 dollari, tanto da far sembrare il flagship Apple un dispositivo entry level.

Ovviamente questi accostamenti mirano a raccontare un cambiamento, uno dei più importanti degli ultimi 50 anni, ovvero la massificazione di un dispositivo che adesso è imprescindibile per ognuno di noi. Le conversazioni, le amicizie, i litigi, la vita lavorativa, tutto passa per il proprio telefono, e tutto passa soprattutto per quella prima chiamata, effettuata nel 1973.

Un altro passo fondamentale in questa direzione è stato l’invio del primo SMS della storia, ben 25 anni fa, che ha aggiunto alla comunicazione telematica la rapidità dei messaggi testuali. E dietro a ciò che oggi può sembrare banale, scontato, come la capacità di comunicare con persone distanti migliaia di chilometri, prima vi era un sogno, quello di superare le barriere dello spazio, coltivato da coraggiosi ingegneri che tutt’ora continuano ad innovare attraverso la loro professione.

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