Curiosità

Apple e Samsung accusate di sfruttamento minorile

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Amnesty International, l’organizzazione per la difesa dei diritti umani, durante queste ultime ore ha puntato il dito contro Apple, Samsung, Sony e non solo per quanto riguarda lo sfruttamento minorile.

Sembra che queste grandi aziende tecnologiche non abbiamo effettuato i controlli necessari su chi raccoglie di persona i materiali che servono a costruire poi i loro dispositivi. Secondo un rapporto, appunto della Amnesty International, sarebbero presenti dei bambini, anche di soli sette anni, nelle miniere di cobalto della Repubblica del Congo, impiegati e sfruttati per il lavoro.

Quelle appena citate sono proprio delle miniere tra le più importanti al mondo per l’estrazione di cobalto, che viene poi venduto alla Congo Dongfang Mining (CDM) e con cui si realizzano le batterie agli ioni di litio utilizzate nei nostri cellulari.

Purtroppo lo sfruttamento minorile è un fenomeno fin troppo diffuso (40 mila i bambini sfruttati secondo l’Unicef) ed inoltre lavorare nelle miniere risulta altamente pericoloso, perché non si hanno i giusti mezzi di sicurezza, le protezioni adeguate e in questo caso vi è anche il cobalto, che può causare danni ingenti alla salute dei lavoratori, come malattie polmonari ed asma.

Samsung si difende sottolineando la propria tolleranza zero verso lo sfruttamento minorile, Sony dichiara che apporterà i controlli necessari ed Apple dal canto suo afferma: “il lavoro minorile non è mai tollerato nella nostra catena di fornitura”.

Eppure Amnesty International sostiene di aver contattato ben 16 multinazionali clienti dei produttori di batterie di cobalto e nessuna delle loro risposte sembra essere soddisfacente. Quale sarà la verità dietro questa vicenda?

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