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Play Store: arrivano le applicazioni sponsorizzate

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Arriva direttamente dal blog ufficiale di Inside AdWords, l’annuncio tanto temuto dagli utenti e dagli sviluppatori indie, ma al contempo amato dalle grandi aziende, ovvero la possibilità di poter sponsorizzare le proprie applicazioni all’interno del Play Store. Tutte le applicazioni che acquisteranno uno spazio pubblicitario all’interno dello store di Android presenteranno una piccola etichetta gialla recante la scritta “Ad“.

Il funzionamento di questo sistema è abbastanza semplice, infatti se per esempio cercassimo, come negli screenshot riportati qui di sotto, “sports games” sul Play Store, apparirà tra i risultati Top Eleven be a Soccer che, non per caso, avrà l’etichetta gialla “Ad” a segnalare per l’appunto che si tratta di una applicazione sponsorizzata. Allo stesso modo se cerchiamo “hotel reservations” troveremo come prima app nei risultati Booking.com sempre equipaggiata dell’etichetta “Ad”.

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Questa nuova funzionalità era già stata annunciata da Big G nei mesi precedenti, per poi passare nel dimenticatoio fino ad oggi, quando diventerà parte della nostra quotidianità. In America è già iniziato il rollout, mentre per noi italiani ci sarà ancora da attendere qualche settimana e probabilmente quando arriverà vedremo l’etichetta “Ann.” (annuncio pubblicitario) al posto di “Ad” (advertising).

In conclusione vorrei lasciarvi anche una piccola riflessione personale: il Play Store viene utilizzato da oltre un miliardo di persone in più di 190 Paesi sparsi in tutto il mondo, da qui risulta subito chiara la voglia di Google nell’arricchirsi sempre di più a discapito degli utenti.

Eh si perché la pubblicità non è solo un’interruzione dell’estetica, è un insulto alla nostra intelligenza e un’interruzione dei nostri pensieri. In ogni azienda che vende pubblicità, una porzione significativa del team ingegneristico trascorre la giornata perfezionando i sistemi di estrazione dati, scrivendo codici più accurati per raccogliere i nostri dati personali, aggiornando i server che contengono tutti i dati e verificando che tutto sia registrato, riunito, suddiviso, confezionato e spedito…

Il risultato? Un banner pubblicitario leggermente diverso, più mirato, nei nostri browser o sugli schermi dei nostri cellulari. Ricordate: quando si parla di pubblicità, il prodotto siamo noi, gli utenti.

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