Curiosità

I consumatori pagano penali non previste dalla legge

Counting the increasing cost of a 'fixed' mobile phone contract

Passare da un gestore telefonico ad un altro è diventata una cosa molto complicata, mille telefonate, pratiche aperte, pratiche chiuse, codici da richiedere, ecc.; oltretutto è anche una cosa estremamente dispendiosa a causa delle penali previste nel caso in cui un consumatore richieda di terminare un contatto prima del previsto, penali che arrivano a superare i 100 euro in alcuni casi.

Il fatto curioso è che, in base alla legge Bersani del 2007, il passaggio tra operatori deve avvenire senza che il consumatore sia costretto a pagare penali.

Ovviamente gli operatori hanno trovato un modo per aggirare questa direttiva, facendo pagare ai clienti un “contributo di disattivazione”. Questo perchè la legge non ammette “penali” ma non dice nulla a proposito del “contributo di disattivazione”.  La penale si camuffa da costo ed i consumatori non possono far a meno di pagare.

E’ solo l’ultima trovata di un mercato ormai incoerente, che propone mille offerte ed altrettanti paletti, impedendo ai clienti di muoversi liberamente. Addirittura lo scorso febbraio, sono state reintrodotte delle penali nei confronti di chi sceglieva di rescindere una promozione anticipatamente. Questa mossa ha fatto scatenare le associazioni a favore dei consumatori in quanto vista come una mossa ulteriore a vantaggio delle compagnie telefoniche e poi perchè le quota di recesso andrebbe ad aggiungersi a quella di uscita .

Il problema principale è che non esiste una normativa in grado di riportare ordine su questo argomento. Il ddl approvato il 3 agosto dalla Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera prevede che “il consumatore dovrà essere informato delle spese da sostenere per cambiare operatore telefonico e recedere dal contratto già al momento dell’offerta e non solo al termine del contratto”.

Ma le associazioni dei consumatori sono comunque insoddisfatte, infatti l’Unione nazionale consumatori ha dichiarato: “L’unica misura seria che va introdotta è la portabilità, ossia zero spese di chiusura, come avviene per i conti correnti. Tutto il resto è un pannicello caldo. Bisogna prevedere zero spese di chiusura anche in caso di offerte promozionali legate a sconti tariffari e un nuovo tetto di durata alle offerte promozionali che devono passare da 24 a 12 mesi. Mentre in presenza di beni in offerta, tipo modem o smartphone in omaggio o scontati, in caso di recesso anticipato il consumatore dovrà versare una spesa commisurata al valore del bene al momento del recesso”.

Via

Commenti
Vai su