Curiosità

Kinvolved: marinare la scuola è diventato impossibile

kinvolved

Kinvolved è una delle molte applicazioni che offrono servizi mirati ad automatizzare o rendere più veloci pratiche scolastiche, come la gestione del comportamento in classe o la supervisione durante test ed esami.

Kinvolved Inc., start-up che ha sviluppato il software circa 3 anni fa, è stata fondata da due giovani imprenditrici, Miriam Altman e Alexandra Meis, le quali si sono incontrate durante gli studi presso la Robert F. Wagner Graduate School of Public Service della New York University.

Altman, CEO della società, in precedenza ha insegnato storia in un liceo a Manhattan e, così come accade in molti distretti, era tenuta a segnare le presenze manualmente, indicando con la lettera”A” (absent) gli studenti assenti e la lettera “L” (late) quelli ritardatari.

I fogli venivano poi inseriti in un sistema che per ogni “A” faceva partire chiamate automatiche verso i genitori di quel particolare alunno. Il problema stava però nel fatto che spesso le informazioni di contatto delle famiglie erano vecchie, per cui difficilmente le comunicazioni arrivavano ai destinatari.

L’idea di Altman nasce proprio per rimediare a questo problema. L’obiettivo di Kinvolved è quello di coinvolgere maggiormente i genitori, aumentando così il numero di informazioni che essi ricevono dalla scuola dei propri figli e rendendo il processo di comunicazione più efficiente.

Oltre ad inviare gli avvisi di presenza in varie lingue oltre all’inglese, i docenti scolastici possono poi utilizzare l’applicazione per informare i genitori su eventuali eventi scolastici o compiti in classe.

Per gli insegnanti, Kinvolved prevede anche statistiche dettagliate e grafici che mostrano lo status dei singoli alunni o dell’intero istituto scolastico, e tra le informazioni fornite, ci sono anche indicazioni precise sulle ore didattiche perse da ogni studente nel corso della settimana o del mese.

Il software sta riscuotendo un discreto successo negli Stati Uniti, soprattutto nelle zone più disagiate, ed inoltre, grazie ad una collaborazione col programma Teachers College, le spese di Kinvolved, che variano da $2.600 a $10.000 per anno scolastico, sono state già pagate in ben cinque scuole di Harlem.

In pratica se l’istituto sceglie di utilizzare l’app, la installa sui telefoni degli insegnanti che desiderano aderire al programma. A questo punto saranno creati i profili, di cui abbiamo parlato in precedenza, per ogni singolo studente; profili che il professore può visualizzare o scegliere di condividere con la famiglia del ragazzo stesso.

Oltre a segnalare assenze e ritardi, l’app serve anche a monitorare l’andamento scolastico. I genitori potranno ricevere SMS in cui si segnalano brutte notizie, miglioramenti o complimenti per l’alunno in questione.

Così facendo le famiglie possono anche considerare Kinvolved come un modo per controbilanciare la maggiore autonomia che i figli hanno al giorno d’oggi grazie agli smartphone.

Ci sono molte nuove tecnologie, come gli smartphone, che hanno diminuito l’influenza dei genitori nel modo di socializzare dei loro figli a favore di una maggiore influenza da parte dei loro coetanei“, dice Patricia Greenfield, professoressa di psicologia presso la University of California di Los Angeles, che prosegue “Kinvolved consente di ripristinare, anche solo parzialmente, la capacità dei genitori di socializzare coi propri figli in modo molto costruttivo“.

Certo, la tecnologia da sola non basta. L’app registra presenze o ritardi, ma non ne conosce i motivi. Per cui sta alla scuola utilizzare i dati registrati da Kinvolved per dirigere ulteriore attenzione a quelle famiglie i cui figli saltano le lezioni più spesso.

Gli studenti poi incontrano regolarmente dei consulenti che li aiutano a fissare obiettivi mensili riguardanti le presenze. I ragazzi che li raggiungono, ottengono anche delle piccole ricompense dalla scuola, come ad esempio biglietti gratis per il cinema.

Questa soluzione non è stata presa benissimo dagli studenti, ma c’era da aspettarselo. I ragazzi la vivono come un vero e proprio incubo, oltre che ad un’invasione della propria privacy.

Per il momento, i numeri danno ragione a Kinvolved: sono stati inviati più di 500mila messaggi. Il 90% degli insegnanti che utilizza il software dichiara che migliora la comunicazione in classe, il 76% che favorisce l’approccio con i genitori, il 73% che l’applicazione influisce effettivamente sul comportamento dello studente, spronandolo a impegnarsi di più.

Al momento l’app è disponibile solamente negli Stati Uniti per via di problemi legati a normative e leggi ma l’obiettivo della start-up è arrivare ad espandersi a livello globale. Come faranno ora

Commenti
Vai su