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Google Glass: la nostra esperienza e prime impressioni

Nel corso del Mobile World Congress abbiamo visto i migliori top gamma che a breve saranno disponibili all’acquisto, ma la fiera non si è limitata a mostrarci solamente i device più “golosi” ma anche quelli di fascia medio-bassa, device che si assembleranno come i lego, ad esempio Project Ara, aziende emergenti come Jolla e smartwatch e altri wearable.

È proprio di questi ultimi che vogliamo parlarvi e lo facciamo con un oggetto di cui si è discusso davvero molto per cui la voglia di provarlo è aumentata esponenzialmente in tutti noi. Stiamo parlando dei Google Glass, gli occhiali interattivi ideati e prodotti dall’azienda americana leader nella ricerca web e non solo.

Per chi ancora non ha sentito parlare dei Google Glass niente paura: si tratta di un paio di occhiali sui quali nella parte destra è montato un prisma che proietta le immagini generate dalla parte hardware situata anch’essa sul lato destro. Il tutto è gestibile tramite riconoscimento vocale o tramite il più tradizionale touchpad, che consente di scorrere le varie impostazioni e funzioni presenti all’interno del software.

Bene, ora che abbiamo finito con le presentazioni possiamo raccontarvi l’esperienza vissuta in prima persona, infatti, girovagando all’interno della fiera, come dei bambini in un parco giochi, ci siamo imbattuti in uno strano stand che esponeva solo strani occhiali; non ci è voluto più di un battito di ciglia per capire che si trattava dei Glass.

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Entrati all’interno dello stand, la ragazza che ci ha accolti ci ha proposto subito di diventare dei quattrocchi tecnologici e senza farcelo ripetere due volte abbiamo indossato gli occhiali. Dopo un breve tour riguardo le istruzioni, abbiamo iniziato a smanettare con il touchpad andando avanti e indietro tra i settaggi, scattando foto a caso e facendo video anch’essi privi di significato.

Tutto bene, molto belli fino a quando vedendo un “bel panorama” volevo immortalarlo in un istante utilizzando l’ormai famosissimo comando “ok Google, take a picture!”, ma proprio quando ho finito di pronunciare la frase, il “panorama” si girò e mi rispose: “Sorry, but this feature doesn’t work without internet” , ovvero, “mi dispiace, ma questa funzionalità non funziona senza internet”.

In quel momento, un po’ perché non sono riuscito ad avere un’istantanea che mi ricordasse quel momento epico, un po’ perché tutte le mie convinzioni sui Google Glass sono state distrutte, mi è sembrato che il mondo mi cadesse addosso e, tanto per citare anche Rip Parade di Sanremo, ciao sogni di avere occhiali ipertecnologici in ogni momento, ciao istantanee senza l’utilizzo di comandi fisici, ciao sogni di risparmio per mettere da parte i mille euro per poterli comprare. Ciao Google Glass!

Voi penserete “magari l’aggiorneranno più tardi”, ma vogliamo ricordare che ormai questi occhiali tecnologici ci accompagnano da più di due anni e personalmente ho visto progetti venire ottimizzati e ultimati in molto meno tempo. Come se non bastasse questi occhiali non si possono ripiegare come i classici occhiali poiché l’asta su cui è presente la parte hardware non è flessibile e in più quest’ultima scalda notevolmente se il dispositivo viene utilizzato in continuazione per diverse ore.

Quindi a mio parere conviene NON acquistare mai e poi mai i Google Glass per i seguenti motivi:

  1. Prezzo proibitivo di mille euro
  2. Scarsa ottimizzazione
  3. Comandi vocali non disponibili off-line
  4. Impossibilità di fotografare belle ragazz… ehm bei panorami al volo

Per il resto ognuno è libero di pensarla come vuole e per questo motivo vi invito a condividere con noi il vostro punto di vista!

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