Curiosità

Eaze: investiti $10 milioni per la marijuana a domicilio

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Raggiungere i $10 milioni per l’avvio di una start-up è una cosa che accade raramente, ancor più curioso è il fatto che la start-up in questione serva per la marijuana!

Si chiama Eaze ed è una start-up con base a San Fransisco che offre un servizio che mette in collegamento i pazienti che utilizzano la marijuana per scopi medici direttamente con i distributori, e la ricerca di finanziamenti per questo tipo di attività, annunciata martedì scorso, è una delle più grandi che si sia mai vista nel settore della cannabis, anche perchè si tratta di un settore che ha faticato a ritagliarsi uno spazio tra gli investitori.  Sicuramente è una buona notizia per Eaze, ma anche per tutti i suoi concorrenti o per chiunque sia interessato a sviluppare prodotti tecnologici in questo settore.

“E’ un segnale che dimostra quanto i servizi tecnologici possono avere successo anche nella categoria della cannabis”, ha detto il CEO e fondatore di Eaze, Keith McCarty, “inoltre dimostra che le regolamentazioni stanno diventando più flessibili e che gli investitori vedono un mercato che si va ampliando in questa direzione”.

L’app di Eaze è stata lanciata lo scorso luglio ed è stata la prima app in stile “Uber” per la marijuana. Da allora sono state sviluppate almeno altre 7 app che propongono un servizio simile: verificano per prima cosa i pazienti, consentendo loro di ordinare marijuana medica da fornitori locali che sarà consegnato a domicilio tramite vari team di autisti messi a disposizione.  

Fino ad oggi c’è stata difficoltà a trovare investitori in ambiti del genere, in quanto grandi società finanziarie non amano investire in territori legalmente “poco chiari” come può essere quello della marijuana, solo ultimamente c’è una maggiore apertura verso questo tipo di idea, ed anche altre start-up come Eaze aspettano questo momento.

“Non potevo scegliere momento migliore” ha continuato McCarty, “vorrei tanto poter dire che è stato un gioco di strategie, ma in realtà sono stato solo fortunato. Per quanto riguarda la tempistica, se avessi avuto una sfera di cristallo l’anno scorso, non sono sicuro che avrei potuto fare di meglio”.

L’apertura verso questo tipo di start-up inoltre, è stata fortemente favorita dalle dimostrazioni di Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, che ha investito $75 milioni dollari in Privateer Holdings, una holding per le aziende collegate alla marijuana. Adesso è possibile parlare di finanziamenti riguardanti la marijuana, cosa che fino sei mesi fa era un pò “rischiosa”, infatti start-up di questo tipo rischiano molto in quanto ai limiti della legge (negli USA la marijuana non è legalizzata in tutti gli stati, per cui bisogna fare molta attenzione). Anche l’app di Eaze, proprio come quelle dei suoi concorrenti, non hanno il consenso per essere pubblicate sul Play Store di Google o nell’App Store di Apple, per cui esiste solo come web-app. 

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